Recensione: Hidden Warrior di Lynn Flewelling

Buon lunedì a tutti, cari lettori, e ben tornati sul mio blog! Dopo qualche giorno di assenza, eccomi con la prima recensione del mese. Il libro è Hidden Warrior di Lynn Flewelling e fa parte della Tamìr Triad, una trilogia che segue le avventure del giovane Tobin la lenta accettazione del suo ruolo e del suo passato. Questo è il secondo libro della trilogia (qui la mia recensione del primo), quindi aspettatevi spoiler su The Bone Doll’s Twin.

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A trick of magic, a twist of fate.

As the orphaned nephew of the king, trusted companion to his cousin, and second heir to the throne of Skala, Prince Tobin’s future is clear. But not as clear as the spring in which a hill witch shows him his true face–and his secret destiny….

Now Tobin carries a burden he cannot share with even his closest friend, Ki, his squire. He is to rule–not as he is but as he was born: a woman. Given the shape of a boy by dark magic, Tobin is the last hope of the people of Illior–those who desperately seek a return to the old ways, when Skala was ruled by a line of warrior queens. They still believe that only a woman can lift the war, famine, and pestilence that have run rampant through the land since the king usurped his half sister’s throne. It is these outlaw wizards and witches who protect Tobin–and it is for them that Tobin must accept his fate.

With the unsuspecting yet fiercely loyal Ki at his side, Tobin must turn traitor against the only blood ties he has left. He must lift the masks of Skala’s rulers to show their true colors–before he can reveal the power of the woman within himself.

Autore: Lynn Flewelling

Casa editrice: Spectra

Numero di pagine: 544

Voto: 8.25/10

Con questo secondo volume della trilogia, Lynn Flewelling riprende a pochissimi giorni di distanza dagli eventi del primo libro, ributtando il lettore nel pieno della storia. Tobin e Ki sono fuggiti da Ero e sono tornati nella fortezza dove sono cresciuti, vicino ad Alestun. Alcune cose però sono cambiate. Ora Tobin sa di essere in realtà una femmina, trasformata in maschio da una potente magia per proteggerla dallo zio, l’usurpatore Erius, in attesa di poter un giorno rivendicare quel trono che la spetta di diritto. Sa tutto questo, ma non può dirlo a nessuno, in particolare al suo migliore amico Ki, che giace senza sensi a letto. Qui abbiamo la prima rassicurazione: Ki è vivo, nonostante il finale del primo libro mi avesse fatto temere diversamente. Ben presto si riprende e i due ragazzi devono tornare a Ero, nel posto che spetta loro tra i Compagni del principe Korin, l’erede designato di Erius.

 

Una delle cose che non mi avevano del tutto convinta del primo romanzo era il ritmo della storia: lento, un po’ noioso, temo, a tratti, e di ampio respiro, comprendendo vari anni della vita di Tobin. Le cose erano cambiate nell’ultimo centinaio di pagine e questa nuova marcia perdura nel secondo. Forse perchè i protagonisti non sono più bambini, forse perchè le cose si oscurano ulteriormente, forse perchè finalmente Tobin sa chi è. In ogni caso, il libro scorre che è una meraviglia e invoglia a leggere senza metterlo giù fino all’ultima pagina. Nella pericolosa Ero, la situazione si inasprisce con il ritorno di Erius, che Tobin conosce per la prima volta. Lui è l’artefice, seppure indiretto, della morte di Fratello, della pazzia e infine del suicidio di Ariani, della menzogna in cui Tobin deve vivere e della solitudine in cui ha vissuto fino all’arrivo di Ki. Nonostante ciò, agli inizi Tobin prova dei sentimenti contrastanti per lui: diffidente e arrabbiato, si fa quasi ingannare dal suo desiderio di avere una figura paterna e quasi crede all’affetto che gli viene mostrato all’inizio. Ben presto si rende però conto dell’instabilità del re, e del controllo assoluto che ha su di lui Niryn.

Niryn è il vero antagonista di questa trilogia. Insidioso e potente, tiene in scacco il re controllandone la mente e il potere che ha sulla corte e chi lo circonda è assoluto. Lui è a capo degli Harriers (non so come tradurre questo termine, sinceramente. Forse Segugi? ), uno squadrone di maghi che si occupa di mantenere un controllo ferreo sulla regione e, in particolare, sui maghi liberi del Secondo Orëska.

Intanto, Iya e Arkoniel continuano il loro lavoro, gettando le basi non solo per le future alleanze di Tobin ma anche per il Terzo Orëska che Iya ha visto grazie alla visione concessale dall’Oracolo di Afra, lo stesso che ha anche predetto la nascita di Tobin e fatto capire ad Iya che era giunto per lei il momento di agire. Se dunque Iya va ad Ero e si unisce ai maghi che, in segreto, contrastano gli Harriers, Arkoniel rimane alla fortezza vicino ad Alestun, mescolando la sua magia con quella dei rheta’noi insegnatagli da Lhel, creando così anche nuovi incantesimi; allo stesso tempo comincia a radunare un gruppetto di maghi e di bambini con il dono della magia, mettendo insieme tutte le conoscenze e trasmettendole ai più giovani.

In questo libro, i rapporti tra i personaggi cominciano a mutare e la loro vera natura inizia a emergere. Vediamo quindi un nuovo lato di Korin: non solo indulgente cugino, ma anche giovane uomo abituato ad essere al centro di ogni attenzione e geloso di questa sua prerogativa; uomo coraggioso ma incapace di guidare un esercito in battaglia; uomo che vuole impressionare il padre ma anche dedito a ogni vizio. Nonostante le varie ombre del suo carattere, Tobin gli vuole bene, e il pensiero di dover un giorno tradire la sua fiducia lo tormenta.

Tobin è senza dubbio un personaggio tormentato. Perseguitato dallo spirito insonne di Fratello, deve portare su di sè il fardello di un destino duro. La consapevolezza di essere in realtà una donna in un corpo di uomo lo atterrisce e gli fa mettere in discussione la sua stessa identità. Allo stesso modo lo confondono i crescenti sentimenti che nutre per Ki. Non è più solo un fratello, ma Tobin tace, consapevole che i suoi sentimenti non possono essere ricambiati, non finchè è ancora in quel corpo. Nonostante ciò, il legame fra i due rimane fortissimo e il segreto che deve tenergli nascosto pesa come piombo sul suo cuore.

Il libro, ripeto, mi è piaciuto molto, ma ha qualche pecca che mi ha fatto storcere il naso. La cosa principale, per fortuna, si risolve da sola nel terzo romanzo (che ho già iniziato e che, per precisione, ho quasi finito:)), ma comunque perdura nel secondo libro. A un certo punto la verità su Tobin viene fuori e Ki, dopo un momento iniziale, sembra accettare la cosa con troppa facilità. La cosa, come vi dicevo, si risolve poi nel terzo, ma comunque è un sentimento che mi ha accompagnato fino alla fine del secondo e che inciso sul mio gradimento generale. Infine. Ma com’è possibile che un ragazzino di 15 anni che ha combattuto tre volte riesca a guidare vittoriosamente un esercito intero? Va bene che è il prescelto di Illior, però mi è sembrato comunque un’esagerazione!

Come vedete, i difetti non sono insopportabili (almeno per me) e non hanno tolto un voto alto al romanzo. Finirò il terzo e vi farò sapere, ma ho paura di ciò che la Flewelling riserverà ai suoi poveri personaggi e ai suoi poveri lettori!

 

 

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2 risposte a "Recensione: Hidden Warrior di Lynn Flewelling"

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